"Alberto Nones affronta un'impresa quasi irrealizzabile. Le mazurke di Chopin sono il frutto più personale della sua ricerca, sono il suo diario intimo. La difficoltà sta nel rendere la libertà ritmica e armonica delle danze, senza trascurarne la costruzione formale, perfetta. Alberto Nones ci riesce a meraviglia. Il percorso è entusiasmante, entriamo nel laboratorio di Chopin". Dino Villatico ROBINSON di REPUBBLICA (26/3/2017, p. 33)

"... mettiamoci nei panni di un interprete che decide di registrare il corpus completo delle Mazurche, come ha appunto fatto Alberto Nones, e ci renderemo conto dell'enormità del suo sforzo, non solo esecutivo, ma anche introspettivo, psicologico, esistenziale, per il semplice fatto che con un'impresa del genere ci si mette in gioco, sapendo perfettamente che non si può barare. Le Mazurche chopiniane, diciamolo chiaramente, rappresentano un patrimonio per i più grandi e Alberto Nones, in questa registrazione, dimostra di essere davvero un ‘grande’. Era da diverso tempo che non ascoltavo un interprete capace di appassionare, emozionare e stimolare l'ascolto di queste opere come è riuscito a fare il pianista trentino. I grandi interpreti chopiniani sono in grado di far ascoltare, con le loro letture, non la musica di Chopin, ma Chopin stesso... La lettura che ne fa Nones ci fa capire che le Mazurche, in Chopin, incarnano un dolore che si rende lieve. Folgorazione." Giudizio artistico: ECCEZIONALE. Andrea Bedetti AUDIOPHILE SOUND 153 (pagina 56, Luglio-Agosto 2016)

 

"... Con un’interpretazione che valorizza i contenuti di danza e la pure presente leggerezza, senza mai però cadere nella superficialità, con un’alta arte del tocco, perfetto bilanciamento tra melodia e accompagnamento, ornamentazione ben cesellata e un rubato sempre ben dosato, Nones rende le raffinatezze sonore, ritmiche e anche armoniche... magistrale." Prof. Dr. Monika Fink (Università di Innsbruck, recensione completa)

"... un viaggio dell’intelligenza verso la grazia finale in cui la mente e il cuore si congiungono, razionale e irrazionale si uniscono a definire i confini della bellezza. Provatevi a distinguere, in queste mazurke interpretate da Alberto Nones, dove finisce l’intelligenza della lettura musicale e dove comincia l’emozione della scoperta di un mondo nuovo. Sono esattamente la stessa cosa." Dino Villatico DIONYSOS41

"... Spicca all'ascolto l'eleganza del tocco e del fraseggio unita alla sicura visione d'insieme, in ogni danza come nella successione dei numeri d'opera." Giuseppe Calliari L'ADIGE

"... una nuova interpretazione che si pone sotto il segno della morbidezza di suono, dell'ampiezza di fraseggio, con un equilibrio fra sobrietà ed espressività, fra misura e languore, fra gusto e abbandono, veramente ottimo." Luca Ciammarughi RADIO CLASSICA (Top Ten del 4 maggio 2016)

"... Nones è ben attento a non abbandonarsi mai a sentimentalismi o compiacimenti virtuosistici. La sua lettura appare quindi molto moderna e si colloca nella prospettiva che da qualche decennio sta modificando il modo di comprendere il compositore polacco all’interno della storia della musica." Stefania Navacchia ORFEO NELLA RETE 

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appena uscito, disponibile sulle piattaforme digitali dal 10 giugno 2022

"Alberto Nones esegue la musica di Chopin con  sobria eleganza ed equilibrio, evitando le trappole di un virtuosismo e un sentimentalismo accondiscendenti. Al contrario, queste interpretazioni dimostrano una libera fedeltà alle intenzioni del compositore; è quasi come se potessimo ascoltare il respiro di Chopin stesso, in ogni linea e ogni frase." George Richford (garmusic.net)

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"... liriche per canto e pianoforte, edite in parte ma rassegnate alla marginalità ed all'oblio, non fosse che il pianista trentino Alberto Nones ha schiuso adesso quel cassetto, liberando rimembranze e fragranze poetiche degne di essere custodite in questo CD della Da Vinci. Un disco che non solo ha il pregio editoriale della rarità riportata in luce con nitidezza di registrazione: ha pure il merito di avervi coinvolto una voce operistica importante e generosa come quella di Nunzia Santodirocco [...] sembra essere questo un tratto delle liriche di Cimara: la finezza rigeneratrice che il pianoforte muove nel canto. Quando non esercita addirittura la funzione di una sigla stilistica, come opportunamente Nones segnala nel saggio d'accompagnamento al disco, frutto di appassionata ricerca e impaginato secondo un criterio non semplicemente suggestivo, ma estetico. Il florilegio inedito porta un titolo non soltanto occasionale - L'Infinito - dal Lied sui versi di Leopardi (idea audacissima, e si capisce perché, quella di metterli in musica) nel dugentesimo della poesia-simbolo di Leopardi: è quel tempo sospeso, immobile in un languore di dolce naufragio che la musica di Cimara sembra evocare con mano leggera nella sua piccola forma. [...] il bouquet è gradevole e le ultime pagine della raccolta sono pregevolissime: da "Le campane di Malines" al liquido fluire (ancora il pianismo di Nones in scintillante evidenza) di "Presso una fontana". Gianni Gori su MUSICA (313, febbraio 2020, pp. 81-2)

"Piccolo ma stimolante, questo libro si distingue da altre pubblicazioni sulla band californiana per la rigorosa prospettiva dell'autore: Nones non è soltanto un appassionato musicista, ma anche un docente universitario di filosofia politica. Di conseguenza, fornisce un quadro del contesto socio-culturale che ha dato vita ai Doors e affronta il tema della dimensione etica ed estetica della loro arte", Eugenio Tassitano su CLASSIC ROCK

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"Nel 2013, bicentenario della nascita di Verdi,  è uscito un nuovo importante libro su Giuseppe Verdi. Il titolo completo è Ascoltando Verdi:  Scrigni di Musica, filosofia politica e vita, il suo autore Alberto Nones. Il libro approccia il soggetto in maniera diversa dai volumi biografici e musicologici che solitamente vengono pubblicati sui compositori. Rivela piuttosto il compositore e l'uomo dietro le ventisei opere che Verdi ha creato nella sua lunga carriera. Presenta la storia dietro ogni opera, incorporando gli aspetti musicali, filosofici, sociali e politici. E così veniamo a conoscere la persona di Verdi in una maniera sorprendente diversa e rivelatoria. Siccome la traiettoria della vita di Verdi corse in parallelo con la lotta per l'unificazione e l'indipendenza italiana, la dimensione musicale e quella socio-politica erano inestricabilmente combinate. Premesse per un'avventura altamente interessante", Phillip Nones, su FLORENT SCHMITT, 9 agosto 2014 (qui la recensione e intervista integrale in lingua originale)

"Dopo la titanica impresa di affrontare l’intero corpus delle mazurke di Chopin con lucida consapevolezza, Alberto Nones, insieme al violinista Franco Mezzena, si confronta qui con le non meno difficili e problematiche sonate di Brahms. La libertà del fraseggiare e la varietà del tocco si riconoscono, così come l’eleganza della cavata violinistica", Dino Villatico su ROBINSON di REPUBBLICA

"libro dal felice taglio sintetico...Alberto Nones offre un racconto di vita per passaggi essenziali, insistendo con un'acribia mai finora riscontrata altrove sul contesto storico-politico che ne costituisce lo sfondo problematico... Con acuta sensibilità Alberto Nones cattura queste varie sensazioni, questi soprassalti dello spirito", Diego Cescotti nella PREFAZIONE 

"Dopo il suo successo con il libro dedicato a Verdi, Alberto Nones sforna una nuova biografia, questa volta sulla vita e l'opera del compositore italiano Riccardo Zandonai (1883-1944). Nello scrivere questo nuovo volume, intitolato Zandonai:  Un musicista nel vento del Novecento, l'autore ha adottato il suo tipico e tuttavia unico approccio al genere della biografia, applicandolo anche a questo compositore", Phillip Nones, FLORENT SCHMITT, April 23, 2015 (this it the link to the full review and interview)

RECENSIONE DEL CONCERTO TENUTO A CASTIGLIONE DEL LAGO IL 24 AGOSTO 2021: 

"è entrato in pedana un aitante pianista trentino che, nelle sue fattezze racchiudeva l’immagine di un giovane principe Cimbro e di un aristocratico di casa Hohenstaufen. Alberto Nones, pianista laureato in filosofia a Bologna, master di economia a Londra, dottorato di ricerca all’Università di Trento è indubbiamente un personaggio di singolare caratura. Quando si è seduto al Petrov del palazzo ducale, strumento quanto mai impervio, ha dimostrato subito di saper domare la difficile tastiera. Sistemata la prospettiva timbrica, il giovane maestro trentino ha voluto renderci partecipi di una sua visione particolare del repertorio chopiniano, un gioco elegante e formalmente impeccabile di mazurke della op. 30 e dell’op. 50 e di Fantasie, in particolare la Polonaise-fantaisie, un piccolo percorso etico dell’estetica chopiniana. Con un nitore e una chiarezza trasparente Nones ha percorso i fremiti della danza nazionale polacca traendone risonanze storiche e presenze culturali di spessore. Ma soprattutto emergeva quel senso di eleganza che probabilmente il musicista ospite ha ereditato da alcuni dei suoi maestri, Ciccolini in particolare e Franco Scala, riconosciuto creatore di talenti. Chi, assecondando la dizione di Nones accettava di farsi trascinare nel vortice spesso enigmatico della musica di Chopin poteva forse rendersi ragione di una frase arcana di un celebre romanzo di Pavese: “il bosco danzava Chopin”, emblematica di una tensione drammatica che emerge sempre quando un pianista intelligente accetti di leggere la musica del grande polacco al disotto della sua patina salottiera.

Nones ha da poco completato la sua versione discografica delle mazurke di Chopin, un monumentale diario di emozioni e di ricordi con cui il maestro polacco ha saputo raccontare la sua vita. Ma l’integrale delle danze nella sua complessità è rebus borgesiano, un minuscolo aleph da cui scaturisce la complessità di un mondo. Quando ascolteremo questa impresa di Nones forse saremo arricchiti di qualcosa", Stefano Ragni (Quotidiano dell'Umbria, 26/08/2021, Castiglione del Lago: due violoncelli e un pianoforte nel festival di Marzia Zacchia (quotidianodellumbria.it) 

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"Originatosi da uno stimolante convegno, questo volume fornisce nuovi contributi ai Performance Studies frutto di accurata ricerca scientifica. Sarà particolarmente utile a studiosi della storia della ricezione di J.S. Bach oltre che di nuove composizioni e delle loro esecuzioni. In maniera significativa, il libro colma una seria lacuna nel nostro mondo di conoscenza anglo-centrico, perché si incentra ampiamente su eventi e creatività artistica in Italia e Sud America (specialmente Colombia). Valore aggiunto, il materiale audio che illumina le analisi."
 

Professor Dorottya Fabian,The University of New South Wales, Sydney

"In questo volume, il lettore troverà una ricca varietà di erudizione, tutta in qualche misura connessa a J.S. Bach e la tradizione musicale.

Dalle illuminanti considerazioni di Michael Maul sulla maestria nell'affrescare i testi nelle Cantate di Bach, all'affascinante analisi di Alberto Nones del connubio tra armonia e testo in diverse trasposizioni musicali dell'Infinito di Leopardi, si completa il cerchio giungendo all'evidente influenza di Bach negli impegnativi ed entusiasmanti Piano Etudes di Marco Alunno, di recentissima composizione."
 

Dr. Ann DuHamel,
University of Minnesota, Morris

"Approvo convintamente qualsiasi libro che si occupi di musica ad ogni livello, e specialmente questo lavoro. Ho apprezzato enormemente la varietà degli articoli in esso contenuti. La nuova condizione del mondo causata dalla pandemia di coronavirus sta dimostrando di continuo che la musica ha il potere di sollevare e consolare, ma ancora di più, curare. Il CD allegato a questo volume illustra attraverso i suoni come molti generi continuino a vivere in questi tempi difficili. La musica è una parte essenziale delle nostre anime e per questo è essenziale anche al tessuto della società umana."

Hamsa Al-Wadi Juris

Sibelius Academy

The University of the Arts Helsinki

Finland

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"oltre che a riportare alla luce un protagonista del barocco musicale, Francesco Antonio Bonporti, di assoluto interesse e profondità di pensiero, e a invogliare all’ascolto della sua raffinata opera, il libro di Nones, pur nella sua brevità, ha anche il pregio di stimolare  riflessioni  e  parallelismi  a  volte  sorprendenti,  resi  possibili  dalla forma del 'dialogo impossibile' e dall’acutezza del suo autore, capace di toccare con leggerezza 'bonportiana' questioni di capitale importanza e attualità, 
ad alcune delle quali non mi è possibile qui dedicare ulteriore spazio (mi riferisco ad es. al dibattito tra interpretazione filologica e moderna). Lascio al lettore il piacere di scoprirle, ed eventualmente di immaginare altre, possibili triangolazioni," Filippo Focosi su DE MUSICA, 2020 –XXIV (2), pp.164-168

Recensione completa: Francesco Antonio Bonporti o la fede sonora (unimi.it)